Per la maggior parte, i dipinti del tardo medioevo che sono sopravvissuti sono di soggetto religioso, realizzati per gli altari delle chiese o per devozione privata. Lo sfondo di molti dipinti è delicatamente realizzato in foglia oro. Spesso gli artisti del XV secolo combinavano elementi mistici con il realismo, non solo nelle opere di carattere religioso ma anche nei ritratti e nelle opere a soggetto mitologico. Le figure erano spesso collocate in ambienti architettonici e paesaggistici convincenti.
I progressi tecnici, come la pittura a olio, consentirono una maggiore finezza nel dipingere le espressioni del viso e la struttura delle superfici.
I principali artisti di questo periodo raggiunsero una fama mai tramontata. Particolarmente in Italia, i pittori del Rinascimento cercarono di eguagliare e superare gli artisti dell’antica Grecia e dell’antica Roma.
I ritrattisti erano molto rinomati, e i dipinti a soggetto mitologico e della storia antica assunsero un’importanza quasi pari a quella dei soggetti cristiani. Spesso i dipinti, apprezzati tanto per il loro valore artistico quanto per il soggetto trattato, venivano esposti in gallerie appositamente realizzate.
Mentre alcuni artisti si ispiravano all’arte del passato, questi maestri si distinsero sempre per il proprio stile, dal vistoso all’austero. I soggetti religiosi vennero trattati in modi completamente nuovi, tesi ad impegnare le emozioni dell’osservatore. Nei Paesi Bassi erano molto apprezzati i pittori specializzati in natura morta, paesaggi o scene di vita quotidiana, da eleganti riunioni di società a vivaci scene nelle taverne.
Nonostante continuasse la produzione di dipinti grandiosi per chiese e palazzi, un numero sempre maggiore di artisti realizzava opere di dimensioni ridotte che venivano esposte e vendute tramite mercanti d’arte e mostre pubbliche. Nel XIX secolo emersero i movimenti artistici, associazioni di artisti che deducevano il proprio stile da quello di altri artisti che li avevano preceduti, e con essi l’idea dell’artista indipendente che si ribella alle istituzioni artistiche ufficiali.
Si prega di notare che di tanto in tanto alcuni capolavori potrebbero non essere esposti.
Floorplan
Sala 51 Ferrara e Milano 1450–1500
Sala 52 Italia 1250–1350
Sala 53 Italia 1350-1400
Sala 54 Toscana 1400–1450
Sala 55 Italia 1400-1460
Sala 56 Paesi Bassi 1400–1450
Sala 57 Firenze 1450–1500
Sala 58 Dipinti per palazzi fiorentini
Sala 59 Carlo Crivelli
Sala 60 Siena e Perugia 1450–1500
Sala 61 Mantova e Venezia 1500 ca.
Sala 62 Venezia e il Veneto 1450–1500
Sala 63 I Paesi Bassi in Europa 1450–1500
Sala 64 Colonia e la Westfalia 1400–1500
Sala 65 Germania Meridionale e Austria
Sala 66 Piero della Francesca
Sala 2 Leonardo e l’Italia Settentrionale
Sala 4 Germania
Sala 5 Paesi Bassi
Sala 6 Ferrara e Bologna
Sala 7 Jacopo Pontormo
Sala 8 Firenze e Roma 1500–1560
Sala 9 Il Veronese e Venezia 1530–1600
Sala 10 Tiziano e Venezia 1500–1530
Sala 11 Joachim Beuckelaer
Sala 12 Italia Settentrionale 1500–1580
Sala 14 Paesi Bassi
Sala centrale Tiziano e Venezia 1530–1580
Sala 15 Claude e Turner
Sala 16 I primi Rembrandt e paesaggi olandesi
Sala 17 Dipinti olandesi ispirati all’Italia
Sala 17a Manierismo e pittura floreale olandesi
Sala 18 Francia
Sala 19 Nicolas Poussin
Sala 20 Claude
Sala 21 Pittura olandese 1660 –1800
Sala 22 Amsterdam e la pittura olandese 1650–1670
Sala 23 Rembrandt e la pittura olandese 1640-1660
Sala 24 Rembrandt e i caravaggisti olandesi
Sala 25 Vermeer e i pittori di Delft
Sala 26 Scene olandesi di vita quotidiana
Sala 27 Scene olandesi di vita quotidiana
Sala 28 Le Fiandre
Sala 29 Pieter Paul Rubens
Sala 30 Spagna
Sala 31 Antonie van Dyck
Sala 32 Italia
Sala 37 Italia
Sala 33 Francia 1700–1800
Sala 34 Gran Bretagna 1750–1850
Sala 35 Hogarth e la pittura inglese
Sala 36 Ritratti inglesi 1750–1800
Sala 38 Canaletto e Guardi
Sala 39 Spagna e Venezia 1700-1800
Sala 40 Italia 1700-1800
Sala 41 Accademici e paesaggisti
Sala 42 Pittura all’aperto
Sala 43 Manet, Monet e gli Impressionisti
Sala 44 Seurat e Pissarro
Sala 45 Cézanne, Gauguin e Van Gogh
Sala 46 Degas e l’arte a cavallo del 190